Anatomia di un collasso, installazione site-specific 2,80x7,5 m
Galleria A.O.C.F58 – Galleria Bruno Lisi
Via Flaminia 58, Roma
L’esposizione rimarrà visitabile dal martedì al venerdì dalle 17.00 alle 19.30 dal 12 al 30 maggio
Un grazie infinito a chi ha avuto occasione di passare durante l’inaugurazione ,alla
@aocf58 ma soprattutto a
@marinabindella @bea.peria60 per il loro grande impegno curatoriale,per la grande fiducia dedizione e cura che hanno avuto nel raccontare il mio lavoro.
La ricerca di Maria Ginzburg è contrassegnata da una riflessione critica e politica sui perversi meccanismi produttivi che, mascherati dalla retorica felice della crescita e del progresso, portano alla irreversibile distruzione del paesaggio e alla disumanizzazione degli individui e delle comunità sociali, trasformati in ingranaggi di un sistema che alimenta solo sé stesso, in un ritmo vertiginoso e incontrollabile di crescita.
Ispirata alla Città invisibili di Calvino, l’esposizione, trova il suo fulcro in una potente installazione murale che, mostrando lo spaccato di una città, ne rivela l’anima convulsa e le interne dinamiche di alienazione, sfruttamento, accumulazione violenta e irrefrenabile, tracciando la traiettoria che condurrà ad un’implosione annunciata.
Lo spazio espositivo è trasformato in una cartografia immersiva della fragilità naturale, urbana e sociale; la città raffigurata, densa e stratificata, è una mappa mentale, una visione interiore in cui realtà e memoria si sovrappongono, suggerendo un continuo oscillare tra resistenza e caduta e invita a riflettere sul paesaggio urbano contemporaneo come organismo vivo e vulnerabile, attraversato da forze storiche, sociali e personali che ne determinano trasformazioni profonde e spesso irreversibili.