Scrive bene Lily King, scrive con passione e cultura di donne, relazioni, scrittura. Mi piacciono i libri che parlano di scrittori, sono spesso più onesti e viscerali dei film che parlano di cinema. Ma questa è un’altra storia…
Sembrava eccessivo il paragone del risvolto di copertina a due giganti come Martin Amis e Irvine Welsh, ma il ritmo, la lucidità dello sguardo e la cattiveria sono quelli. È il primo libro di Niven che leggo ma se il livello è questo faccio incetta degli altri!
Diritti e dignità sono i principi su cui abbiamo fondato le nostre società dopo la seconda guerra mondiale. È il metro con cui noi occidentali giudichiamo e critichiamo il resto del mondo, la giustificazione che diamo ai nostri interventi, alle nostre guerre. Forse è solo una clamorosa illusione, ma come possiamo tornare indietro? Come possiamo accettare quello che succede in Palestina?
Ci vediamo in piazza.
Non è facile sapere cosa succede in Israele, tutta la comunicazione è controllata dal governo ed è difficile per la stampa internazionale avere accesso al paese. Si legge di un minimo dissenso interno, soprattuto da parte della minoranza araba, che viene represso e silenziato, di un migliaio di riservisti che chiedono la fine delle operazioni a Gaza e il ritorno alla democrazia che sono stati espulsi dall’esercito, della risposta di Netanyahu, pubblicata via social, che è emblematica della sua linea: nessuna concessione al dissenso, nessuna apertura al dialogo.
Adesso, dopo aver bombardato Palestina, Libano, Yemen e Siria, è stata lanciata l’operazione Rising Sun contro l’Iran con bombardamenti a tappeto su obbiettivi militari, siti nucleari e obbiettivi civili. Solo nella capitale si contano 78 morti e 395 feriti nella prima notte per un’operazione che, dichiara il premier, durerà molti giorni…
Allora, com’è possibile che non ci siano file di israeliani disgustati dal comportamento del loro governo che premono alle frontiere per uscire dal paese?