Ho cercato per settimane un tasto di spegnimento. Ma sono da sempre scordinato, disordinato e scomposto: il tasto non l'ho trovato. D'altronde ho le mutande in cucina, le valige in bagno, il telefono in frigo. Forse che bisogna imparare ad affrontare qualunque cosa arrivi. Soprattutto se è un resoconto di un libro sofferto e sudato ma anche molto divertente. Questi anni nel tunnel della Amoroso mi porterebbero ad una cosa da teenager brofolosa e piagnona. Ma ho già dato. Mi mancava Labubu appesa allo zaino, e avrei toccato il fondo.
Celebro tutto e non dimentico nulla.
Ho spesso nascosto un' età per il timore di essermi perso l' era dei giusti tempi: dei falò in spiaggia, perché impegnato a conoscere cosa fossi, anche quando le voci altrui ti definivano prima che la vita stessa lo facesse.
Mi sono perso gli anni dei mille amici all'università perché impegnato nel voler dare forma ad un sogno. Mi son perso tante cose, i burrocacao ne detengono il primato, ma ho anche fatto e strafatto. Un viaggio reso possibile da un paracadute chiamato casa.
Mai grato abbastanza ad Anna e Lello per avermi regalato una finestra sul mare e non maxischermi e motorini.
Grato a Valentina, per aver affisso nella sua cameretta il poster, che mi avrebbe cambiato la vita e mi ha fatto decidere dove andare.
Grato a Mattia per avermi realmente fatto sentire utile.
Grato agli angeli come alle merde, all' alto e al basso. A chi c'è stato e a chi, a tratti comprensibilmente, ha cambiato strada.
A Bari come a Lecce, a Madrid come a Manchester. A Michela Murgia come a Nino D'Angelo.
C'è vita dopo la morte, e la mia è con chi ha il fegato e la pazzia di restare.
Sento ancora nelle orecchie i clacson di quando sono paralizzato ai semaforsi senza aver voglia di andare in nessuna direzione, con il sedile passeggero vuoto.
La psoriasi mi ha mangiato le gambe, il peso avvertito è alle volte il triplo di quello effettivo, le albe viste sono state frutto di notti non serene e non di ' vida loca'.
Oggi mi sono regalato una prima alba serena.
Non c'è stata festa, la mission è di farne una piccola ogni giorno.
E con il doveroso rispetto per la pace nel mondo io voglio solo ridere assai.
❤️ aC
Andrea e Giuliana ci raccontano qualche retroscena del mestiere.
Il loro lavoro non ha orari, non ha pause e non ha il tasto OFF.
Si lavora H24.
Si elaborano idee H24.
Il confronto tra loro è continuo e costante perchè l’ispirazione non timbra il cartellino.
Guarda ora la puntata completa!
🎙YouTube
🎧Spotify
Link in bio✨
#marketingefocaccia #podcast #marketing #bari #puglia #italy
Abbiamo inaugurato la prima puntata della terza stagione con Andrea Ravallese e Giuliana Vendola, i “padroni di casa” di Telebari Social Night.
Nel corso della puntata, ci hanno raccontano cosa significa lavorare in un mondo a volte fatto di pregiudizi, di paragoni e domande decisamente inopportune.
Spoiler: non è tutto glitter e luci accese ✨
Guarda ora la puntata completa per scoprire tutti i retroscena!
🎙YouTube
🎧Spotify
Link in bio✨
#marketingefocaccia #podcast #marketing #bari #puglia #italy
#2025
Ho fatto il reel anch io. Perché la memoria manca e l ego invece è presente.
Ho mangiato male. I minestroni sono stati i diversivi alle pizze.
Ho fatto colazioni in seconde case.
Ho lavorato troppo, ma ritagliando sempre momenti per le mie priorità.
Ho tentuto fede alla mia essenza. Al disordine e alla follia.
Ho dato troppo spago alla pigrizia, ai ricordi, e ancora alla pigrizia.
Ho ascoltato poca musica nuova, lo scritto molto e letto poco.
Ho baciato meno.
Ho abbracciato con tutta la forza in corpo.
Ho amato tanto le presenze e sempre meno le assenze.
❤️
AC