Un giorno come tanti, ormai quasi due anni fa, la solita chiamata con mia madre del buongiorno. Quella mattina mi dice: “sei a metà del mandato da Assessora, sei neo-mamma, ti avvicini ai quaranta, hai pensato a cosa farai dopo? Perché secondo me ti serve fare un master. Fai le selezioni e non avere timori, ti aiuterò io a far fronte a tutto”.
È iniziata così la mia avventura da studentessa della
@sda_bocconi , subdolamente spinta ad assumermi un altro oneroso impegno da quel “grillo parlante” di mia madre.
Il primo giorno di lezione, in quel lontano novembre 2024, mi sembrava letteralmente impossibile riuscire a coniugare tutto: completare un Executive MBA mentre la mia vita andava avanti a piena velocità tra assessorato, responsabilità, scadenze, Bea, famiglia, imprevisti di ogni giorno. Le corse tra un impegno e l’altro, tra un ruolo e l’altro.
E dentro tutto questo, dover fare spazio anche a lezioni, esami, lavori di gruppo.
Sono stati 18 mesi intensi e faticosi, eppure indimenticabili. Notti in bianco a studiare, weekend di lavori di gruppo, ma anche un nuovo gruppo di amiche e amici per la vita. Per quasi due anni abbiamo vissuto due vite in una. Sempre insieme.
Ieri ho avuto l’onore di parlare a nome della classe, durante la cerimonia di graduation. Ho raccontato ciò che abbiamo imparato in aula, ma anche ciò che siamo diventati insieme, quanto ci siamo presi cura gli uni degli altri, donandoci il calore di un abbraccio quando tutto sembrava troppo e caricandoci a vicenda dell’energia per affrontare ogni sfida — senza mai perdere quella vena da incoscienti giovani che ci contraddistingue.
Purtroppo, la mia mamma non era lì in sala ad applaudirmi, come avrebbe tanto voluto, con i suoi occhi commossi e orgogliosi. Nonostante lei continui a combattere con una determinazione straordinaria, l’alieno, come lo chiamava Oriana Fallaci, non dà tregua. Ma questo master è stato per me uno dei più grandi regali della vita, quindi grazie mamma, avevi ragioni tu.