Renato Vallanzasca, noto criminale milanese, è stato indirettamente toccato nel caso di Enzo Tortora attraverso le testimonianze e le dinamiche dei “pentiti” negli anni ‘80. Sebbene Vallanzasca non sia stato l’accusatore, il contesto del maxiprocesso alla Nuova Camorra Organizzata, in cui anche lui era coinvolto, ha visto false testimonianze colpire Tortora.
Vallanzasca ha spesso descritto le dinamiche carcerarie e le pressioni dei collaboratori di giustizia, in un periodo segnato da processi di massa e rivelazioni spesso non verificate.
Tortora fu condannato in primo grado (1985) a 10 anni, per poi essere assolto con formula piena in appello (1986) e definitivamente in Cassazione (1987), dimostrando l’inattendibilità dei pentiti.
Il “caso Tortora” è divenuto simbolo di malagiustizia, distinto dalle vicende criminali del “bel René”, pur incrociandosi nel caotico panorama giudiziario dell’epoca.
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Ringrazio i @nastridargento e il sindacato dei giornalisti italiani per questo premio.
Ringrazio Marco Risi, @fandango_official , @rai_cinema e tutto il gruppo di lavoro che ha lavorato al film, dai casting agli attori, sceneggiatori e tecnici.
Ringrazio la mia agente @consuelo.deandreis , la @volver.actor e tutte le persone che in questi anni hanno costruito il mio percorso condividendo gioie e dolori.
Ringrazio tutti gli attori che ho visto e incontrato in questi anni, dai quali ho imparato e ai quali mi sono ispirato.
Dedico questo premio alla mia famiglia e ai miei amici di sempre.
Sono onorato, grazie a tutti.