Quanto era meraviglioso pedalare qui con te, in questo paradiso sulla terra, liberi come aquile con la speranza nel cuore di poter scoprire ancora in sella altri angoli di mondo meraviglioso insieme.
Sono stati giorni di allegria grazie all’adunata degli alpini, ma non solo… sono stati giorni in cui finalmente il centro della mia città si è aperto alle persone. #stradeaperte per città più vivibili, respirabili, inclusive e sicure!
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La natura non è lontana: è lì che aspetta, appena oltre il rumore e l’incivile. Sta a noi rallentare, perderci un po’, e ricordarci quanto abbiamo bisogno di lei.
L’ @appenninobiketour è un’immersione nel verde dell’Appennino, l’evasione dal grigio della città e una scoperta sorprendente del territorio più selvaggio, anche quando non si trova lontano da noi.
La mia Giornata della Terra è iniziata un po’ di mesi fa, quando era solo un’idea. Un’idea a cui ho cominciato a dare forma insieme al gruppo Strade Aperte di @fiab_italia .
Ieri è stato il momento di viverla davvero, insieme alle persone che hanno sentito lo stesso mio bisogno: fare qualcosa per la nostra casa e per tutti gli esseri viventi che la abitano.
Per me è stato un #biketowork e poi una pedalata nella notte, straordinaria, con @adbgenova , verso il 2030 e gli obiettivi da raggiungere, attraversando luoghi simbolo della nostra città.
La partecipazione alla mobilitazione nazionale è andata ben oltre le aspettative: hanno aderito più persone e più realtà di quante potessimo immaginare. E questo è solo l’inizio.
#muoviamociperlaterra aprirà sempre di più le nostre strade, fino a quando qualcuno dirà: “Perché ci sono così poche macchine?” E la risposta sarà: “Perché oggi è la Giornata della Terra”. Poi la domanda diventerà un’altra: “Perché c’erano, una volta, così tante macchine nelle nostre strade?”.
È l’inizio di un viaggio che si chiama Strade Aperte, di cui Muoviamoci per la Terra è un tassello. Un viaggio che ci condurrà nella nostra città del futuro.
Oggi per la Giornata della Terra, muoviamoci davvero per il Pianeta!
Per un giorno scegliamo la bici, andiamo a piedi o usiamo i mezzi pubblici per raggiungere il lavoro, la scuola, l’università.
È un gesto semplice ma potente: meno auto, più aria pulita, più spazio per le persone.
Apriamo le strade a una mobilità diversa, più giusta e vivibile, e immaginiamo città pensate per le persone e non per il traffico.
Un giorno per provarci, ogni giorno per cambiare davvero.
Partecipa anche tu e fai un post, una storia col tag #muoviamociperlaterra mentre ti muovi in modo sostenibile e inoltra questo messaggio a più persone che puoi
Buona Pasqua soprattutto a chi non distoglie lo sguardo dalla sofferenza degli animali che noi esseri “umani “ infliggiamo con logiche di una crudeltà che va ben oltre quelle naturali.
Che questa Pasqua ci aiuti a immaginare un mondo più giusto e compassionevole, dove nessun essere vivente debba conoscere paura o dolore, e dove la vita, tutta la vita, sia riconosciuta e rispettata.
Che possiamo presto liberarci dallo sfruttamento e imparare ad aprire il cuore a chi non ha voce,ma sente, ama e soffre come noi.
Soffitti felini ti scrutano
col petto gonfio di fusa.
Pochi minuti di pace e amore
sciolgono un giorno di corse.
Tra impegni scelti e dovuti,
Tra saluti fugaci senza sguardi,
Tra i no che ti permetti
E i sì che non dovresti.
Siamo un unico respiro
nel nostro intimo cosmo.
#aledipezza
La bellezza della natura si contempla, non si possiede.
L’8 marzo, per celebrare la donna, pedala o cammina vicino alle mimose.
Lasciale dove sono. La loro bellezza è lì, tra i rami.
A casa sfioriranno più velocemente.
E se strappi dei rametti senza criterio, il prossimo anno quella pianta potrebbe non esserci più.
La Acacia dealbata è una pianta forte, ma non è indistruttibile.
Se proprio non si resiste e si vuole prelevare qualche ramo, fallo nel modo giusto:
✂️ 1. Non strappare mai a mano
Usa forbici o cesoie ben affilate e pulite.
Strappare crea ferite irregolari che favoriscono malattie.
🌱 2. Taglia sopra una biforcazione
Fai un taglio netto, leggermente inclinato, vicino a un nodo o a un ramo laterale.
Non lasciare monconi lunghi.
🌼 3. Non esagerare
La raccolta massiva danneggia la pianta.
Se tu tagli molti rametti perché l’albero è vicino, lo farà anche qualcun altro.
📆 4. Il periodo giusto
La potatura vera si fa dopo la fioritura.
In piena fioritura la pianta è più sotto stress.
🏛 5. Non dagli alberi pubblici
Strade, parchi e piazze sono beni comuni.
La loro potatura è regolata dal Comune.
Vi racconto una storia.
Ero in prima media.
Il mio forte era la matematica, che conviveva con una passione nascente: la poesia.
Mi era naturale giocare con i numeri e, allo stesso tempo, trasformare le emozioni in parole.
Due mondi che sono ancora due case per me.
Andammo in gita alle Cinque Terre e durante la camminata una guida botanica ci raccontò tutte le specie incontrate.
Avevo preso appunti su tutto. Avevo un vizio: andare bene a scuola. E sapevo che l’indomani avrei dovuto scrivere una relazione su quella gita.
Solo che quel giorno mi sono innamorata.
Mi sono innamorata di paesaggi che non avevo mai visto.
Dell’aria profumata di limone e di aromi mediterranei.
Delle terrazze di vigne che scendevano come enormi scale verso il mare.
Dell’agave che, prima di morire, fa fiorire dal suo cuore un albero meraviglioso nella sua ascesa al cielo.
Di quel mare sempre sotto i piedi, anche dopo tanti passi in salita.
E di quegli stupefacenti raggruppamenti di case incastonate nella roccia come pietre preziose: le Cinque Terre.
In quel luogo ho portato tantissime persone conosciute nel mondo, perché non volevo che si privassero di tanta bellezza.
Così tante volte che, a un certo punto, ho cominciato quasi a perderne la voglia. Insieme alla delusione di non riuscire davvero a condividerle con quelle poche persone con cui andavo.
Oggi mi sono riconnessa con la bambina di allora.
Le ho viste da molto più in alto. In bici. Con gli amici di FIAB.
E mi è tornato in mente il giorno dopo quella gita, quando la nostra prof di lettere non ci chiese di scrivere la relazione, ma di raccontare le nostre emozioni.
Tutti tirarono fuori gli appunti.
Anch’io li avevo. Ma non li aprii.
Quel giorno potevo provare a non “andare bene a scuola”.
Potevo lasciarmi andare.
Ho trascritto gli appunti che avevo nel cuore.
Il mio tema fu letto in tutta la scuola, in tante classi.
Avevo capito che esiste un modo per far vivere le emozioni agli altri.
E che quello sarebbe stato il mio modo.
La poesia. #aledipezza