Sono passati 44 anni dalla tragica scomparsa e morte di Jeannette May e Gabriella Guerin, 14 anni dall'uscita del mio documentario che ne racconta la storia. Oggi la procura di Macerata riapre il caso..... Link del documentario free in bio
Dall’Amazzonia peruviana, le parole del mito fondativo del popolo Harakbut risuonano con forza nel pianeta bruciato dalla crisi climatica. Al termine dell’anno più caldo della storia, in cui la siccità ha prosciugato in parte il Rio delle Amazzoni, a riportarle alla memoria collettiva è Anamei. La foresta, dunque, non è un’oasi esotica e remota, bensì, ci riguarda e la lezione di resistenza degli Harakbut può essere profezia di una guarigione possibile per il mondo ferito.
Dopo essere stato presentato in diversi festival di cinema italiani e internazionali e avere viaggiato per l’Italia da nord a sud in una maratona di oltre trecento proiezioni, ora disponibile gratuitamente su Amazon Prime.
ES Desde la Amazonia peruana, las palabras del mito fundador del pueblo Harakbut resuenan con fuerza en el planeta abrasado por la crisis climática. Al final del año más caluroso de la historia, en el que la sequía ha secado en parte la Amazonia, es Anamei quien las devuelve a la memoria colectiva. La selva, pues, no es un oasis exótico y remoto, sino que nos concierne y la lección de resistencia de los Harakbut puede ser una profecía de posible curación para el mundo herido.
Tras haber sido presentada en varios festivales de cine italianos e internacionales y haber recorrido Italia de norte a sur en un maratón de más de trescientas proyecciones, ya está disponible de forma gratuita en Amazon Prime.
Alla @bibliotecacapitolareverona , per curare l’allestimento podcast audio-video con @ale.galassi 🎙️
Un’atmosfera unica perfetta per un confronto ricco di contenuti e riflessioni.
Grazie all’esperienza e alla visione della relatrice dtt.ssa Marinella Perroni la conversazione ha preso forma in modo naturale, mentre i nostri speaker @filippo_altamura e @francescobuttani , con domande puntuali e considerazioni attente, hanno guidato il dialogo con grande professionalità, contribuendo a creare un momento autentico e coinvolgente.
Quando il contenuto incontra il luogo e le persone giuste, nasce sempre qualcosa di speciale! ✨
#believeaps #podcast #verona #bibliotecacapitolareverona
Vanessa Jeudi, una cantante haitiana de ritmos tradicionales, utiliza la música para resistir a la violencia extrema en su país. Puerto Príncipe, la capital de Haití, sufre un estallido de inseguridad desde la dimisión del primer ministro Ariel Henry en 2024. Las bandas criminales controlan el 90% de la ciudad y se calcula que, entre enero y septiembre de 2025, han asesinado a 4.384 personas. “Es muy difícil decir que esto se superará de un día para otro, o en unos meses, o incluso en un año. Que podamos perdonar todo esto, olvidarlo. Que se haga justicia para todos los que hemos perdido y que sus almas encuentren algún tipo de liberación”, afirma Jeudi.
📹Alessandro Galassi - @ale.galassi
La «perla delle Antille». La definizione dei dominatori di Parigi di Haiti non ne descrive solo il passato di colonia più ricca di Francia. Violenza, guerra, miseria, una prodotto di due secoli di ingiustizie, rappresentano l’involucro esterno dell’isola. Chi, però, riesce ad oltrepassarlo, s’imbatte in una goccia di luce, intatta: la perla.
“Figli di Haiti” di Alessandro Galassi è capace di coglierla e raccontarla. Dopo decine di proiezioni ai festival in tutta Italia e presentazioni ad eventi il docufilm, parte della campagna omonima di “Avvenire” e Fondazione Avvenire, sarà disponibile liberamente sul sito avvenire.it fino alla fine del mese, quando si concluderà l’iniziativa.
“Figli di Haiti” è una mostra nata dal desiderio di raccontare la vita quotidiana di ragazze e ragazzi haitiani.
Promossa da @avvenire.it e realizzata con @avsi_haiti , la mostra è un invito a riconoscere la forza e la dignità di un popolo che continua a costruire futuro, nonostante tutto.
📸 Le fotografie, realizzate da giovani haitiani sostenuti a distanza, saranno esposte fino al 12 ottobre presso la Facoltà Teologica di Torino (Via XX Settembre, 83), in occasione del @festivaldellamissione
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“Children of Haiti” is an exhibition born from the desire to portray the daily lives of Haitian girls and boys.
Promoted by Avvenire and organized with AVSI Haiti , the exhibition invites us to recognize the strength and dignity of a people who keep building their future - despite everything.
📸 The photographs, taken by young Haitians supported through the distance support program, will be on display until October 12 at the Faculty of Theology of Turin (Via XX Settembre, 83), as part of the @festivaldellamissione .
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“Enfants d’Haïti” est une exposition qui raconte la vie quotidienne de jeunes Haïtiens.
Réalisée avec AVSI Haiti, elle met en lumière la force et la dignité d’un peuple qui continue à construire son avenir.
Les photos ont été realisées par de jeunes soutenus à distance.
Nato a Macerata, vive tra Roma e città del Messico. La radio è stata la sua prima passione, ma è stato il sociale vissuto con diverse esperienze ad avergli insegnato a guardare e raccontare con rigore. Interessato alle persone e alle storie, spesso quelle meno raccontate. Ha realizzato progetti per il Corriere della Sera, El Pais, Avvenire, Unicef, Università la Sapienza, Magnolia, Endemol Skine, Unhcr, Oim. Collabora con la Rai, ha lavorato come regista di servizi a Mi manda Rai3, Un giorno in pretura, Chi ha incastrato Baby Jane di Franca Leosini, Quante Storie di Corrado Augias, Ricchi e Poveri di Gad Lerner, Agorà Estate, La vita in diretta, Ragazzi Contro, Rai Scuola, Rai Cultura e Rai Italia. Tra i gli ultimi documentari: The dreamers-resistenza delle ragazza afghane, Figli di Haiti e Anamei. Coordinamento e realizzazione progetti sociali presso Istituto Penale per Minorenni di Roma “Casal del Marmo”. Co-direttore artistico Festival della Missione – Milano 2022 e Torino 2025. Direzione artistica Arena Pace con Papa Francesco a Verona.
🏔️Ti aspettiamo a Orsomarso per la seconda edizione di Crivu Festival 1-3 Agosto 2025. In collaborazione con @eccemusica 🎶
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Haiti: il futuro distopico che attende tutti. Port-au-Prince una capitale in mano alla delinquenza delle gang, la popolazione vive in totale povertà, accampata in scuole che non riescono a funzionare da mesi o per strada. I più fortunati riescono ad ottenere qualche insufficente aiuto umanitario. Le gang stanno cercando di entrare anche in Petion Ville il quartiere dei ricchi, questa cosa sta sfuggendo di mano anche all'elite haitiana che ha creato queste gang come vigilanza privata armata. Elite e gang hanno lo stesso interesse: fare soldi e gestire il potere. Haiti è un hub perfetto per il traffico di droga che arriva dalla Colombia, ma poi ci sono le armi...ora si parla di traffico di organi, mentre il numero degli scomparsi cresce di giorno in giorno. E tutti cercano di reagire alla paura barricandosi in casa, chiudendo le strade, innalzando muri, costruendo cancelli che chiudono le vie durante la notte, e poi ci sono i pedaggi da pagare e la vigilanza privata, armata, che decide e controlla chi passa. La paura governa il paese aumentando la violenza, una storia già sentita. Non pensiamo che Haiti non ci riguarda. Come nel 1804 HAITI è stata la prima repubblica nera della storia, oggi bisognerebbe osservare questo paese per capire il futuro che ci aspetta. SPOILER per tutti gli amici e colleghi: intervistare capi delle gang è la cosa più sicura e facile da fare ad Haiti, basta avere un buon fixer e pagare...alimentando così la glamourizzazione delle gang e della violenza come dice Jetry Dumont fondatore di #ayibopost agenzia di comunicazione indipendente del paese, che non ha mai dato spazio alle gang nel suo giornale, o @raypakle fotografo e filmmaker che sta girando una serie sulla corruzione nel paese o @vanessajeudimizik cantante e attivista femminista. Sono loro, che ho avuto l'onore di incontrare, che spero siano il futuro di questo paese, perchè se non si salva Haiti non ci salviamo nessuno.
Sabato 12 ottobre, ore 14:30-16 | Città dell'Altra Economia - Sala Biagetti
THE DREAMERS: AFGHAN WOMEN’S RESISTENCE
Presentazione e proiezione del film di Alessandro Galassi
Nell’Emirato dei talebani, gruppi di ragazze si dirigono verso un centro di apprendimento con uno zaino in spalla. Dentro ci sono libri di inglese, scienze, informatica: sono le materie che possono imparare grazie all’”associazione”, creata nel 2019 da un operatore umanitario e da otto giovani per portare l’istruzione gratuita in una decina di distretti tra i più remoti del Paese. Un gruppo di ostinati visionari che, due anni dopo, si sono rifiutati di far morire l’esperienza insieme alla Repubblica filo-occidentale, sgretolatasi sotto l’onda d’urto dei fondamentalisti. È nata, così, a tre ore d’auto a nord di Kabul, l’utopia possibile della “scuola che non c’è”, un sogno collettivo nutrito dalla forza della realtà delle studentesse, sostenuto dai lettori di Avvenire con la “campagna donne afghane”, attraverso Caritas italiana.
Modera: Roberto Zichittella, Famiglia Cristiana/Radio3 mondo
Intervengono:
- Alessandro Galassi, regista
- Luca Lo Presti, presidente Fondazione @pangeaonlus
- Safia Poya, cybersecurity consultant
- Massimo Pallottino, @caritasit
#SabirRoma #FestivalSabir #Sabir2024
Ho incontrato Juan, mi ha mostrato il sentiero per uscire dal parco Tayrona. La sua comunità di nativi continua a vivere in questo parco ormai pieno di turisti. Ma ci sono tre chiusure all'anno, per la protezione della biodiversità e per riti di purificazione della comunità kogui. Ho visto radici enormi che arrivano a unirsi ad altre piante in un sistema perfetto di aiuto e cooperazione delle piante. Ho perso la maglietta in spiaggia, ed un gruppo di ragazzi che lavorano nel parco mi hanno regalato la maglietta ufficiale della selezione colombiana. Eviterò l'apologia del dono, però è stato il regalo di compleanno più bello. Non so come, ma sono già 46..