Ciao Marco,
io e te non siamo poi così diversi.
Sei arrivato al momento giusto.
Adesso è il momento di dimostrare che non conta da dove parti, ma dove vuoi arrivare.
Abbiamo appena cominciato.
Non abbiam bisogno di parole, disponibile solo su Netflix.
Fatemi sapere cosa ne pensate🤍
Ale
Non abbiam bisogno di parole, da oggi disponibile solo su Netflix.
È stato un set incredibile e un’esperienza che non dimenticherò.
Grazie a tutte le persone con cui ho condiviso questo percorso e a chi mi ha sostenuto fin dal primo momento.
Spero vi piaccia🤍
Ci vediamo presto
@netflixit@ourfilmsproductions@lucaribuoli@starsonfield@agenziamovimentoinarte
Milano di notte, musica dal vivo e il look giusto per viverla al meglio. Insieme a @discoverkidult per Radio Italia Live – Il Concerto 🤍 #discoverkidult #alessandroparigixkidult #radioitalia #adv
Un tempo vinceva medaglie d’oro colpendo duro; oggi Alessandro Parigi usa la fragilità per abitare le emozioni. Protagonista della nuova scommessa @netflix , Non abbiam bisogno di parole con @serenarossiofficial e @_sarahtoscano_ , l’attore esordiente racconta come ha convertito la disciplina del lottatore nel rigore del metodo Stanislavskij.
ESQ Dalla solitudine di una gabbia da combattimento alla visibilità di una serie Netflix: un trauma o una liberazione?
AP: È stata un’emozione incredibile, quasi unica, perché mi ha permesso di far convergere tre parti di me: la musica, la recitazione e la curiosità del ragazzo che sono stato. Sono molto felice della reazione del pubblico; all’anteprima ho ricevuto un calore inaspettato: è un progetto che rompe gli schemi, creando un ponte tra due mondi che per logica sembrerebbero escludersi: la canzone e la lingua dei segni.
ESQ Al centro del film c’è una comunità di sordi e la Lingua dei Segni (LIS). Spesso la vediamo come una barriera, lei ne parla come di un arricchimento.
AP: Avevo già incrociato questo mondo da bambino: giocavo a basket in provincia di Milano e i genitori di un mio compagno erano persone sorde. Mi facevo mille domande su quel loro modo di comunicare fatto di gesti e videochiamate. Sul set l’ho approfondito davvero. Anche se per il personaggio non dovevo recitare in LIS, ho voluto imparare le basi per comunicare con il resto del cast. Mi sono reso conto che aprirsi a una lingua che non è la tua, a un codice che ti è alieno, è molto più semplice e arricchente di quanto si pensi. La diversità spaventa solo finché decidi di restarne distante.
L’intervista a @_not_paris continua su Esquire.it/com
📸 Ignazio Sguera @ignazio_sguera
✏️ Ilaria Solari @ilasolari
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