La sigaretta
L’erba era incolta dietro l’ultimo binario della stazione e i grilli ci cantavano in mezzo. Franz diede un ultimo tiro alla sigaretta, la buttò sulla banchina e scese sul binario a controllare. Mancavano due ore alla fine del turno, a casa Inge aveva la febbre e prima di rientrare doveva passare a prendere la medicina. Sperava non si aggravasse.
Mosse la torcia a destra e sinistra, in cerca di nemici dello Stato. Stava per tornare indietro quando sentì un colpo di tosse venire da una carrozza. Puntò la torcia verso il rumore. Un carro bestiame, la porta chiusa con un lucchetto. Si avvicinò.
Sussurri, lamenti, una donna che piangeva piano. Si guardò in giro. Avrebbe voluto far finta di non aver sentito, rientrare e dire al capostazione che era tutto sotto controllo. Ma la sua mano si mosse verso la cintura e il mazzo di passe-partout. Provò una chiave. Due. Alla terza, il lucchetto scattò. Il battito del suo cuore nelle orecchie era l’unica cosa che sentiva. Gli uomini si dispersero nella notte come spettri. Alcuni strapparono lo stemma identificativo dai vestiti. Franz si voltò. Non ce la faceva a guardarli. Guardò la sigaretta. Si stava spegnendo sull’asfalto.
#sigaretta #coscienzauniversale
I nodi si definiscono secondo la loro natura.
Ci sono nodi buoni e cattivi, nodi per sempre e nodi provvisori, vacui e importanti, lenti e stretti, nodi di mare, di terra e di cielo. Nodi mortali e vitali.
Sta all’abilità di chi li incontra scioglierli, e comunque vada a finire, qualunque sia l’esito, l’evento regala libertà, perlomeno immediata.
In queste pagine 14 nodi si sciolgono dipanando storie che restano.
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“In un racconto bastava desiderare, e poi mettere per iscritto il desiderio, e potevi crearti un mondo.”
(I. McEwan)
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