“Dato che i ricordi di Villa Inferno sono ancora piuttosto nitidi, vorrei partire da lì. Un momento indelebile per me è stato il “pogo tenero” su L’anima non conta: in quel momento abbiamo iniziato tutti a cantare guardandoci negli occhi, anche tra sconosciuti, dedicandoci a vicenda quelle parole. Non mi era mai successo prima a un concerto. Come descriveresti le emozioni del raduno dal vostro punto di vista?
Un’emozione paurosa, anche perché è la prima volta che facciamo una due giorni. È qualcosa che ci è proprio scappato di mano, ed è un piacere vedere che ti scappa di mano, cioè che va oltre le aspettative. Anche perché poi era il primo banco di prova per capire la gente cosa sentiva, cosa pensava del disco nuovo.
Ho avuto molte discussioni con tantissime persone, tantissimi fan, è stato molto emozionante. Ma anche il firmacopie poi a seguire è stato veramente molto emozionante, domande intelligenti, una situazione veramente bella.
Poi vabbè, noi siamo venuti via domenica mattina, tumefatti, morti, avremo dormito tre ore, e la cosa che mi è rimasta impressa è che c’erano i ragazzi al campeggio che facevano la grigliata, cioè che si erano organizzati e andavano avanti per conto loro. Mi ha fatto impazzire: allora io avevo detto, torniamo indietro e uniamoci anche noi, poi dovevamo tornare a casa. È stato molto, molto, molto, molto, molto speciale. Stiamo già pensando alla prossima, ovviamente.
È una di quelle feste che dici, vabbè lo rifacciamo domani e anche dopo domani.
A me tra l’altro pare una follia aver dato via 2.000 musicassette, cioè dai tempi di Cocciante che non vanno via 2.000 musicassette in Italia. È una bella follia. Come tutte le date organizzate da noi in prima persona è venuto un gran casino, ma ci piace questa cosa.”
—— Estratto dell’intervista a
@ufozencircus realizzata da
@mat.sofo per
@indie_zone .
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