Antonio Lanzetta

@_antoniolanzetta_

Write books, love animals and be nice to people. 🏆Premio Scerbanenco 2025, sezione Lettori 🏆 Grand Prix Noir Charbon 2024🇨🇵
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C'è un momento della giornata in cui tutto pesa un po' troppo. Non serve fare niente di speciale per uscirne. Bastano sei minuti. E un libro aperto. I ricercatori dell'Università del Sussex l'hanno misurato: sei minuti di lettura riducono lo stress fino al 68%. Più di una passeggiata. Più della musica. Più di una tazza di tè. Non è magia. È che la mente, quando legge, si sposta. Esce dal rumore. Il battito rallenta. I muscoli si distendono. I pensieri smettono di rincorrersi. Non importa cosa leggi. Importa solo che, per quei minuti, non sei più dove eri. Sei minuti al giorno. Forse il lusso più sottovalutato che esista. Loro lo sapevano già. 🐱 . . #leggere #catlovers #lettura #catoftheday
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22 days ago
Secondo giorno di firmacopie in Francia, al Salone del Libro di Parigi 🇲🇫 Affluenza record di lettori, in una delle città più belle del mondo, e atmosfere alla Midnight in Paris. (@jppomare è il mio photo bomber ufficiale) . . #festivaldulivredeparis #booksigning #paris #livrestagram
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29 days ago
Ieri sono passato per la splendida libreria Ubik di Ragusa Ibla per un firmacopie de L'Educatore (Newton Compton). Ad assistermi, il padrone di casa: Sciascia, il gatto libraio. Siete mai stati in questa libreria? 📚Seguite la pagina di Ubik Ibla: @ubikibla_libreria . . . #ubikibla #libreria #ubik #ragusaibla #newtoncomptoneditori
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8 months ago
Ginger lavora con me da dieci anni e non ha mai consegnato una riga. Si mette qui, sul tavolo, esattamente nel punto da cui può controllare lo schermo e me allo stesso tempo. Non miagola, non chiede attenzione, non disturba (a meno che non abbia fame). È la sua forma di partecipazione. Ogni tanto allunga una zampa verso la tastiera, come per ricordarmi che ha un'opinione anche lei. Si dice che scrivere sia un atto di profonda solitudine. Un gatto ti tiene compagnia senza farsi carico del tuo dubbio, e questa è esattamente la quantità di vicinanza che serve quando una parte del tuo progetto non gira come vorresti. E quando le cose per me non funzionano, Ginger lo capisce e viene ancora più vicina. Anche voi avete qualcuno (umano o animale) che vi sta accanto mentre lavorate? #scrivereègatti #vitadascrittore #bookstagramitalia #gattiescrittori #cozycrime
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2 days ago
C'è un momento, leggendo Il Mistero del London Eye, in cui capisci che stai guardando il mondo attraverso occhi che non sono i tuoi. E che quegli occhi vedono meglio dei tuoi. Ted funziona con un sistema operativo diverso. Non capisce le emozioni scritte sui volti delle persone, ma nota dettagli che tutti gli altri ignorano. Quando il cugino scompare da una cabina del London Eye, sono lui e sua sorella Kat a dover risolvere il mistero. Perché gli adulti non ascoltano. Siobhan Dowd scrive Ted con una sincerità rara. Non trasforma il suo autismo in una "lezione" o in un espediente narrativo. Lo rende semplicemente un modo diverso di abitare il mondo. Questo è il secondo romanzo che pubblica prima di morire di cancro, a 47 anni. Un libro per "ragazzi" che dovrebbe essere letto da tutti. L'idea di Sette minuti dopo la mezzanotte era sua: i personaggi, la storia, le prime parole. Non ha fatto in tempo a finirlo. Forse è anche per questo che nei suoi libri non c'è una parola sprecata. 📖 Il Mistero del London Eye — Siobhan Dowd . . #libri #bookstagram #booktook #leggere #catoftheday
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3 days ago
A distanza di quasi un anno dalla sua uscita, L'Educatore è ancora qui. In un tempo in cui le storie spesso scorrono veloci, consumate e sostituite, questo romanzo combatte per restare un po' più a lungo. Quando l'ho scritto, non cercavo effetti speciali. Non volevo inseguire trame già viste o replicare formule, ma raccontare qualcosa di umano. L'Educatore è un thriller, sì. Ma è soprattutto una discesa nelle crepe delle persone: nei traumi che restano, nelle scelte sbagliate, in ciò che ci portiamo dietro anche quando proviamo a lasciarlo andare. Non ci sono eroi. Non ci sono risposte comode. C'è solo un uomo, e tutto quello che non riesce a dimenticare. Se questo libro ha trovato spazio nel tempo, forse è perché non cerca di stupire a tutti i costi. Forse perché prova a essere sincero. A chi lo ha già incontrato, e a chi magari lo incontrerà adesso, questa è semplicemente una porta aperta. . . #newtoncomptoneditori #leggere #onwriting
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16 days ago
Con “L’educatore” Antonio Lanzetta regala ai suoi lettori un piccolo gioiello e, forse, il suo romanzo più riuscito, almeno fino ad adesso. L’elemento che rende questo thriller speciale è la ferita fisica e psichica del protagonista. Fausto De Santis è un uomo provato, distrutto dal rimpianto e scavato dal senso di colpa. Il ritrovamento del cadavere del giudice Borelli e di una strana serie numerica porta il vicequestore di Salerno a riaprire un vecchio caso, quello che gli rovinò la vita, obbligandolo a confrontarsi di nuovo con l’Educatore, un killer che anni prima aveva disseminato la morte in questa città campana. L’indagine diventa subito personale, spingendo De Santis a scavare in un passato che non ha mai potuto dimenticare, fino a scoprire cosa si celava realmente in quella sfida che il killer gli aveva lanciato e per la quale Fausto aveva rischiato più di quanto non avrebbe voluto e dovuto. Lanzetta gestisce la vicenda in maniera perfetta, creando il giusto equilibrio tra nostalgia, suspence, paura e tristezza. La ferita del protagonista diventa qualcosa di reale, che il lettore vive quasi sulla propria pelle e permette d’immedesimarsi in questo poliziotto che, prima di tutto, è un uomo e un padre. In un genere letterario che pare dominato da fenomeni di copia e incolla costante, in cui la spirale dell’orrore spingere gli autori a cercare cose sempre più macabre e inverosimili, Antonio Lanzetta ci dimostra che una buona penna, insieme a una trama solida e ben gestita, è tutto quello che serve per regalare grandi emozioni. Da leggere assolutamente! #thrilleritaliano #giallo #gialliitaliani #librithriller #librithrillernovità #romanzithriller #romanzothriller #librothriller #librogiallo #librigialli #librigiallichepassione #leggothriller #leggogialli #gialloblogs #passionethriller #passionegialli #passionegialliethriller📚 #scrittoriitaliani #scrittoriemergenti #scrittoriesordienti #romanzinoir
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18 days ago
Ci sono romanzi che non fanno rumore quando arrivano, ma continuano a vibrare a lungo dopo che li hai chiusi. Tommy The Bruce di James Yorkston (musicista scozzese alla sua prima prova narrativa, tradotto in Italia da Jimenez) è uno di questi: un libro che si deposita lentamente, come il whisky che il protagonista beve per anestetizzare ciò che non riesce a dire. Tommy Bruce gestisce un hotel in rovina nel Perthshire: sovrappeso, solo, alcolizzato, con un cliente fisso nel bar e i topi nel resto. Non è un perdente per scelta, è un uomo che ha smesso di scegliere. La morte dei genitori ha lasciato ferite che non cicatrizzano, e lui le sommerge di routine e di silenzio. Poi arriva Fiona McLean, e per la prima volta da anni qualcosa nel suo mondo si muove. Quello che inizia come un romanzo sentimentale a bassa temperatura si trasforma in un noir claustrofobico, con echi dei fratelli Coen riletti in chiave Highlands: grottesco, crudo, sporco, e in qualche modo capace di scaldarti. La forza del libro è la voce di Tommy. Scritto interamente in prima persona, il romanzo dipende dalla credibilità interiore del personaggio, e Yorkston la costruisce con mestiere: Tommy è imperfetto, ingenuo, a tratti patetico, ma non è mai una caricatura. La sua paranoia è giustificata. I suoi gesti di resistenza sono piccoli e spesso vani. È umano nel senso più pieno, e questo lo rende empatico anche quando sbaglia. I dialoghi sono il punto più alto del libro: in corsivo, senza virgolette né indicatori di parlato, con il botta e risposta della voce scozzese che Yorkston conosce dall'interno. Sono il tessuto connettivo di un mondo preciso, dove l'umorismo nero convive con la minaccia reale, e le scene più buffe sono spesso le più pericolose. La struttura è volutamente frammentata: capitoli brevi, episodici, come istantanee di una vita che si sgretola, alternati a sequenze più distese quando la trama stringe. A volte il meno è più, diceva qualcuno. Yorkston sembra saperlo. Tommy The Bruce non è un romanzo che grida per farsi notare. Ma troverà spazio nel vostro cuore, silenzioso e ostinato, come il suo protagonista sulle colline del Perthshire. Lo leggeresti? Salva il post. #booksta
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22 days ago
Maglietta definitiva per questa domenica al Salone del Libro di Parigi. . . #festivaldulivredeparis #wituka
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29 days ago
Firmacopie al Festival du Livre de Paris. Questa edizione è davvero fantastica. . . #festivaldulivredeparis
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1 month ago
Oggi nella mia libreria di casa è entrato I morti hanno sempre ragione di Raul Montanari. E per me non è mai un ingresso qualsiasi. Montanari è uno degli autori italiani che stimo di più. Un maestro, nel senso pieno della parola. Non solo per quello che scrive, ma per quello che sa trasmettere: i suoi corsi di scrittura creativa sono un pozzo di sapere raro, concreto, vivo. E poi è stato il traduttore italiano di Cormac McCarthy ed Edgar Allan Poe. Cioè: basta questo, no? Il suo romanzo, edito da Baldini+Castoldi, parte come un noir letterario, per rivelare qualcosa di più. Andrea, 28 anni, milanese, scopre all’improvviso che i suoi genitori sono morti. Un incidente, dicono. Loro si erano trasferiti da anni in un piccolo borgo di una valle alpina. Lui li segue. Va lì. Nella loro casa. Perché non ci crede. E da lì comincia un’indagine che è anche qualcosa di molto più profondo: una resa dei conti. Con due genitori distanti, opachi, mai davvero conosciuti. Più Andrea scava, più capisce che molte persone avrebbero potuto ucciderli. E forse con buone ragioni. È una discesa. Nella valle, sì. Ma soprattutto dentro le persone. Dentro quello che non sappiamo (o non vogliamo sapere) di chi amiamo. E la cosa che mi ha sempre colpito di Montanari è questa: riesce a portarti nel buio senza toglierti l’aria. Perché anche lì, in mezzo alla tragedia, c’è sempre una forma di ironia, di intelligenza, di umanità che resiste. Insomma: felice di averti qui. Adesso vediamo cosa hai da dire. . . #letturecheabbracciano #libridaleggere #bookstagramitalia
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1 month ago
Mi porto nel cuore il viaggio del 2023 sull’Isola di Skye, nel nord della Scozia. Quando sono triste, quando qualcosa dentro si appesantisce, torno con il pensiero a quei sentieri tra le montagne. Alla fatica nelle gambe, al vento sul viso, all’aria che aveva un sapore diverso. Ricordo il silenzio delle valli, le nuvole che correvano basse, la sensazione di essere piccolo davanti a tutta quella bellezza selvaggia. E ogni volta che ci ripenso, qualcosa si rimette al suo posto. Come se bastasse respirare ancora una volta quell’aria per lasciare andare il resto. . . . #scotland #visitscotland #portree #isleofskye #isleofskyescotland
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2 months ago