Una vacanza improvvisata a Gran Canaria.
1. Parto con questi due tipi qui, dopo anni di viaggi in solitaria.
2. Arrivi altrettanto improvvisati di un certo peso. Si impartiscono lezioni di surf e di vita: "Alle 8 del mattino è tardi, 'e jatt' già se stann' appiccicann'!"
3. Se attraversi chilometri di cemento, arrivi alle surreali dune di Maspalomas.
4. Tra le montagne, sotto un sole maledettamente cocente, alla ricerca del Charco Azul, che si rivelerà una pozza d'acqua abbastanza deludente.
5 - 6.Abbiamo mangiato in media 2,5 uova al giorno a testa.
7. Mi sono alzato su diverse onde su quella cosarella rossa da 6'10".
8. I riposini al sole dopo le sessioni di surf sono stati la vera vacanza.
9. Abbiamo guardato e osservato attentamente non so quanti spot ma, alla fine, siamo entrati in acqua solo in tre di essi.
10. Uno degli spot dove siamo finiti a bere mate e a chiacchierare invece di surfare.
11. Trova una persona che ti guardi come io guardo l'oceano.
12. Trova una persona che ti faccia le foto mentre guardi l'oceano. Se è bella e pazzerella come Irene Polinelli, ancora meglio.
13. La Cicer, tra palazzine e oceano, ci ha regalato grandi emozioni.
Grazie! @g.race_it@irene_polinelli@ginsii@stefano_papa94
Ricalca.
Quel tratto si è sbiadito.
Torna a quell'incrocio, prendi l'altra strada, fissa il colore di quella casa, ascolta meglio il suono di quella risata, segui i contorni.
Ricalca.
Prendi i colori.
Ravviva il ricordo dell'odore di quell'abbraccio, da' una tonalità nuova a quel tramonto, resta più tempo su quella spiaggia, fai festa, sfuma meglio le luci.
Ricalca.
Impugna bene la matita.
Ripassa in quella vita, lasciati ispirare, rivedi te stesso nell'altro, compiaciti delle differenze di stile, incidi senza giudicare che si spezza la punta.
Canta, stona, balla, prova, sbaglia, ricorda, dimentica, domanda, pedala, guida, rallenta, fermati.
Viaggia dove sei già stato con altre persone.
Viaggia con chi sei già stato in altri luoghi.
E, ogni tanto, ricalca.
"Eri seria ieri sera a Ericeira?"
Thanks to @nelohstein_ for the pic, you really get the best out of people. ☀️
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#ericeira #people #ericeiralovers #portugal #rockstone #portugal_places #trippin
A Ericeira non ci dovevo passare, il programma era di scendere verso sud a piazzare bandierine in luoghi che meritano anch'essi più tempo per essere vissuti.
E quindi incontro un cileno sulla fermata del pullman a Lisbona che, caso vuole, lavora nell'ostello a Ericeira dove ho da poco deciso di andare.
Lo raggiungiamo insieme e mi ritrovo in un crocevia di persone grazie alle quali il viaggio comincia ad arricchirsi pur non coprendo più distanze chilometriche.
E così il vagare ha cominciato a fondersi con la vita e le giornate piene di spensieratezza si sono alternate a quelle in cui l'uno o l'altro aveva bisogno di una chiacchierata di fronte all'oceano, di una spalla sulla quale sfogare un po', perché gli sbalzi di umore possono tranquillamente far parte dei lunghi viaggi, anche se non ci si fa una storia o un post sui social.
E man mano si sono creati legami dai quali mi sono lasciato trattenere fino all'ultimo giorno, in questo paesino di pescatori e surfisti a picco sull'oceano.
E l'ho fatto anche perché quando dici "ci vediamo presto" a tanta bella gente, sai che il viaggio riprenderà di lì a poco.
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3rd ph @jannis_hanslik
5th ph @nelohstein_
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"Aspetta che ti faccio il conto. Aglio ho solo questo, te lo regalo."
A Sendim, una freguesía di Miranda do Douro di circa 1500 persone, c'è un mini market dove si trova davvero poca roba.
Poi c'è lei, che ti accompagna alla ricerca di ciò che ti serve e, nonostante ciò che mi serviva non ci fosse, ho preso l'occorrente per un eventuale pasto frugale.
Tornati alla cassa prende un foglio per farmi il conto. Era mezzogiorno e su quel foglio ce n'erano giusto altri due (di conti).
Comincia a scrivere il prezzo di pasta e funghi e pensa ad alta voce "70 centesimi più 90...", tira la linea per sommare "... 16!?"
Guarda i prodotti.
"No, non è possibile, aspetta."
Mi esce un sorriso, lei mi guarda, ricambia e fa "Tu già lo sai quanto viene, vero?" e io "Sì, ma è il suo lavoro, non volevo interromperla."
Mi guarda con gli occhi ancor più sorridenti che tornano sul foglio, ragiona un attimo e mi dà la cifra giusta.
Pago, lei imbusta le cose, mi mette una mano sul braccio e mi augura un buon cammino.
Per me, è spettacolo.
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Chiedo al tipo dell'ostello dove mangiare qualcosa di buono e tipico a pranzo e lui mi manda in un ristorante non troppo lontano. Entro e sento parlare tutte le lingue del mondo tranne il portoghese.
Esco.
Non sembrava male, ma io volevo altro. E non è neanche colpa del tipo dell'ostello, che deve rispondere a richieste come la mia ogni mezz'ora.
Vado a fare prima la spesa, cammino a caso e al primo supermercato mi fermo.
Uscito dal supermercato giro l'angolo e mi trovo in una piazzetta con dei lavori in corso. Lì vicino un locale che riporta questa scritta fuori: "balcão" sta per bancone. A fianco un'altra scritta: "La francesinha migliore di Porto".
Entro.
Si tratta di una sorta di tavola calda e gli sgabelli sono inchiodati davanti al bancone in acciaio. Chiedo dove posso accomodarmi e mi viene indicato lo sgabello vicino a un uomo con la casacca catarifrangente, probabilmente in pausa dal lavoro.
Dietro al bancone un signore sulla settantina che prende il mio ordine, mi serve la birra e la francesinha in un tegame bello grosso e vecchio, accompagnata da una generosa porzione di patate fritte.
Quell'uomo ha mantenuto sempre la stessa identica espressione, mentre nella cucina a vista tre donne trafficavano seriose cercando di servire al meglio la quarantina di avventori presenti nel locale.
Io non so se ho mangiato la migliore francesinha di Porto, ma in quel pasto c'era un qualcosa di speciale, tipo il pensiero di chi cucina per un familiare che dopo pranzo deve tornare a lavorare.
E, no, sorrisi non ne ho ricevuti ma quando sono uscito ero pieno e felice. Un po' come quando vado a mangiare dalla nonna, che ti sorride se è di buon umore e ti cucina bene a prescindere da esso.
Ps: A me fa piacere che non a tutti piacciano 'sti posti eh, altrimenti non ero l'unico italiano in mezzo a dei portoghesi in pausa pranzo.
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