doppiozero

@00doppiozero

Progetto editoriale non profit. Luogo di confronto e dibattito abitato da scrittori, saggisti, poeti, artisti. Milano, Italia #abbiculturadite
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doppiozero è tre articoli al giorno. Tutti i giorni. doppiozero è un editoriale a settimana. doppiozero è oltre 2000 autori diversi. Di tutte le età. doppiozero è tutte le persone che ogni giorno ci leggono e ci sostengono doppiozero è tanti speciali doppiozero è tanti progetti diversi sui temi che ci stanno a cuore doppiozero è un archivio di articoli libero e gratuito doppiozero è 81 ebook scaricabili dal sito doppiozero è tante cose. Qualche giorno fa abbiamo compiuto 15 anni: sostieni la nostra adolescenza! Trovi il link in bio.
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3 months ago
Stabilire i confini è una funzione basilare dell’autorità, e l'autorità è un tratto essenziale del ruolo del genitore. Ciascuno di noi sperimenta ogni giorno 𝗿𝗲𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗮𝘀𝗶𝗺𝗺𝗲𝘁𝗿𝗶𝗰𝗵𝗲, alcune 𝙩𝙚𝙢𝙥𝙤𝙧𝙖𝙣𝙚𝙚, come quelle lavorative, altre 𝙨𝙩𝙧𝙪𝙩𝙩𝙪𝙧𝙖𝙡𝙞, come il rapporto tra genitore e figlio. È un’asimmetria necessaria e positiva, perché l’autorità del genitore svolge un compito fondamentale: offrire al bambino un contenimento sicuro. Imporre al bambino dei confini certi e inequivocabili è indispensabile affinché possa diventare un adolescente - e un adulto - equilibrato, sicuro di sé e capace di affrontare le frustrazioni. Ne abbiamo parlato a marzo con lo psichiatra e psicoterapeuta 𝗩𝗶𝗻𝗰𝗲𝗻𝘇𝗼 𝗩𝗶𝗹𝗹𝗮𝗿𝗶 durante l’appuntamento “𝗘̀ 𝗹𝗮 𝗹𝗲𝗴𝗴𝗲” - 𝙇𝙞𝙢𝙞𝙩𝙞 𝙚 𝙘𝙤𝙣𝙛𝙞𝙣𝙞 𝙣𝙚𝙡 𝙧𝙖𝙥𝙥𝙤𝙧𝙩𝙤 𝙩𝙧𝙖 𝙖𝙙𝙤𝙡𝙚𝙨𝙘𝙚𝙣𝙩𝙞 𝙚 𝙖𝙙𝙪𝙡𝙩𝙞, nell'ambito del progetto 𝗔𝗱𝗼𝗹𝗲𝘀𝗰𝗲𝗻𝘁𝗶: 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗶 𝗮𝗹𝗶𝗲𝗻𝗶. @fondazionecomunitamilano #FondazioneAliaFalck @biblioteche_milano @00doppiozero #AdolescentiQuestiAlieni #FondazioneHapax #CulturaCheCura #BibliotecheMilano
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3 days ago
“Il nuovo Piano-Casa nasce sotto il segno di una promessa apparentemente inattaccabile: voler affrontare l’emergenza abitativa italiana, aumentare gli alloggi disponibili, sostenere chi non riesce più a permettersi una casa nelle grandi città, rimettere mano a un patrimonio pubblico in larga parte degradato o inutilizzabile. A prima vista, pare che lo Stato sia tornato davvero a occuparsi di casa. Ma appena si entra nel dettaglio il sollievo iniziale si trasforma in una domanda inquieta: il piano ha davvero come centralità il diritto all’abitare? O sta semplicemente ridisegnando le condizioni della proprietà e facendo spazio a nuovi interessi immobiliari? Molte persone non riescono a sostenere gli affitti perché i costi abitativi sono cresciuti infinitamente più dei redditi. La precarietà lavorativa, i contratti intermittenti e il costo della vita, hanno reso l’abitare una condizione instabile anche per il ceto medio. Milano è il laboratorio più evidente di questa trasformazione: una città in cui non mancano le case, mancano però le case accessibili a chi vive del proprio lavoro. Non basta costruire nuove case, magari anche in altezza, come sembra suggerire il Piano all’interno di una prospettiva fortemente immobiliare. Il tema dell’abitare non può essere ridotto a una semplice questione di quantità. Se non leggiamo l’emergenza-casa legandola ai più profondi processi di trasformazione delle città italiane, se non la contestualizziamo alla luce dell’impatto del turismo, della finanziarizzazione del mercato edilizio, della debolezza dell’azione pubblica, faticheremo a contenere gli impatti perversi dell’azione di mercato. Ecco che servirebbe un approccio davvero integrato, che sappia lavorare sulle regole, sugli incentivi, sugli effetti perversi degli affitti brevi, cercando punti di equilibrio e limitazioni, che attivi forme robuste di sostegno agli affitti per chi è in difficoltà, forme di tassazione per le case sfitte, come avviene nelle formule politiche più evolute in Europa.” Leggi “Piano casa? Ma anche no“ di Elena Granata su doppiozero doppiozero è i suoi lettori: sostienici con il tuo 5 x 1000. Non costa nulla.
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3 days ago
“E dunque: quando l’accettazione acritica dell’idea di progresso e di una visione sviluppista, degli ambienti di apprendimento virtuali, delle LIM, dei pacchetti didattici delle grandi piattaforme, ha finito per far sembrare conservatorismo la difesa di alcune pratiche di buon senso, quali la difesa della scrittura a mano (il concatenamento mano-penna-carta), la lettura su carta e non su schermo luminoso, il valore della difficoltà da superare piuttosto che da bypassare, la necessaria severità dell’impegno, il riconoscimento del rapporto fra istruzione ed educazione?” Leggi “Le competenze e l’alunno performante” di Girolamo De Michele su doppiozero. doppiozero è i suoi lettori: sostienici con il tuo 5 x 1000. Non costa nulla. Basta firmare nel riquadro “Sostegno degli Enti del Terzo Settore...”, e inserire il codice fiscale di doppiozero 97555130158. #doppiozero #scuola #merito #competenza
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6 days ago
“Sono giorni, quelli che precedono la ricorrenza dove molti ricordano. Ricordano anche quelli che non erano ancora nati, ricordano i ricordi ascoltati da piccoli, dalle voci dei parenti e non è facile comprendere se siano solo i loro ricordi o ricordi dei ricordi. Sono giorni in cui nessuno sembra fare la domanda “tu dov’eri?”, i racconti arrivano da soli; li senti per strada mentre passi vicino ai tavolini di un bar, facendo la fila alla posta, al supermercato, al teatro o al cinema. Si respirano ricordi altrui e quelli nitidi si fondono con i più confusi, non c’è distinzione fra intensità e leggerezza, non c’è gara tra gravità e ironia, vige una sorta di democrazia della memoria. Forse serve tempo per riflettere, quello giusto; il silenzio che desideriamo quando usciamo dal cinema e qualcuno si avvicina troppo presto per chiederci un parere o solo per dare il suo a ciò che abbiamo appena visto ma, almeno per qualche istante, vorremmo tacere. Cinquant’anni sono pochi o molti, dipende dai punti di vista, comunque potrebbe essere un tempo sufficiente per sentire le voci stemperate dal dramma e liberate dalla commozione che questo porta con sé. Il tempo giusto perché la commozione resti un fatto privato, per ascoltare storie lontane dai lutti e dalle fatiche delle persone che erano lì, la sera del 6 maggio alle ore 21:00.” Leggi “Ero al cinema. Friuli, 50 anni dal terremoto” di Giovanna Durì su doppiozero. doppiozero è i suoi lettori: sostienici con il tuo 5 x 1000. Non costa nulla. Basta firmare nel riquadro “Sostegno degli Enti del Terzo Settore...”, e inserire il codice fiscale di doppiozero 97555130158. 📷 Le foto sono state tratte dal libro 6.5.1976 Gemona il giorno dopo Foto Antonio Furini cura di Ottorino Burelli, 2003 Arti Grafiche Friulane, Tavagnacco Udine
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11 days ago
“Il grande specchio dell’Oriente ci ha parlato di noi, ci ha consentito di riconoscerci. Forse è giunto il momento di accettare l’idea di dover rinunciare alla pretesa di possedere la misura universale per comprendere il passato, orientarci nel presente e affrontare il futuro.” Leggi “L’oriente che parla di noi” di Pasquale Palmieri su doppiozero. doppiozero è i suoi lettori: sostienici con il tuo 5 x 1000. Non costa nulla. Basta firmare nel riquadro “Sostegno degli Enti del Terzo Settore...”, e inserire il codice fiscale di doppiozero 97555130158. Grazie!
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13 days ago
Elena Buday, @massironilucapsicologo e @michelamarzano sono gli ultimi ospiti di 𝗔𝗱𝗼𝗹𝗲𝘀𝗰𝗲𝗻𝘁𝗶: 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗶 𝗮𝗹𝗶𝗲𝗻𝗶, che volge al termine. Ancora quattro appuntamenti insieme, tra il 5 e il 13 maggio, per approfondire l’uso della tecnologia, il rapporto con l’autorità e i disturbi alimentari nell’adolescente. Scopri gli ultimi incontri di 𝗔𝗱𝗼𝗹𝗲𝘀𝗰𝗲𝗻𝘁𝗶: 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗶 𝗮𝗹𝗶𝗲𝗻𝗶 al link in bio! 📍 Biblioteche di Baggio, Calvairate, Gallaratese, Lambrate 🗓 Maggio 2026 #AdolescentiQuestiAlieni #FondazioneHapax #CulturaCheCura #BibliotecheMilano
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16 days ago
“Qui ci sono le mani delle vittime mescolate, se così si può dire, a quelle dei carnefici. A ben guardare si capisce a chi appartengono: mentre le vittime stringono la maglietta, i persecutori le staccano. Vogliono separare il padre e marito dalle figlie e dalla moglie, lo vogliono arrestare. Le mani fanno tutto, e il contrario di tutto.” Leggi “Occhio rotondo 66. Mani” di Marco Belpoliti su doppiozero. Doppiozero è i suoi lettori: senza di loro non esiste. Sostienici al link in bio! 📷 Carol Guzy, ICE Arrests at New York Court. ©️ Carol Guzy ZUMA-Press-iWitness per il Miami Herald. Foto dell’anno del World Press Photo 2026
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21 days ago
“Possiamo immaginare l’Italia senza il 25 aprile? Possiamo rinunciare alla celebrazione di questo momento di riscatto politico-morale e della pace ritrovata, al ricordo vivo di questa insurrezione popolare che dopo l’umiliazione del fascismo ha permesso di riappropriarsi del futuro, della speranza in una Italia «nuova», «altra», diversa e migliore? E se sfrondiamo l’albero dell’antifascismo dalla retorica che gli si è depositata addosso, cosa ritroviamo? Ritroviamo le storie e i volti delle donne e degli uomini che hanno reso vivo il 25 aprile nei decenni. Dalla lotta partigiana, alla resistenza civile di chi ha mantenuto alta la fiaccola dell’umanità nelle restrizioni e nella ferocia della guerra, ma anche nelle grandi e piccole epifanie di antifascismo che arrivano fino ai giorni nostri. Perché il 25 aprile è anche questo: una questione di sentimenti. Essere in piazza per porre un argine, ma un argine gioioso, fatto di sguardi che si riconoscono, che sentono nelle differenze, nei dubbi, nei timori e nelle contraddizioni, di essere vivi, e di esserlo insieme. Come scriveva Carlo Galante Garrone cinquantasei anni fa, “può avere un senso, oggi, parlare del 25 aprile soltanto se ci sforziamo di individuare onestamente i problemi di liberazione che si pongono in Italia e nel mondo, e di portare il nostro piccolo, personale contributo alla loro soluzione.” Un proposito che resta valido anche oggi.” “Buone ragioni per il 25 aprile” di Francesco Memo #25aprile #liberazione #resistenza
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23 days ago
“Dopo la fine della guerra fredda, il mondo ha mostrato sia segnali di unità sia di frammentazione, con derive multipolari, conflitti identitari e religiosi, populismi e derive autoritarie. La cooperazione globale è più necessaria che mai, specialmente per affrontare minacce come il cambiamento climatico e le crisi sanitarie. La prospettiva di una civiltà della Terra si può basare solo sulla capacità di superare le derive nazionaliste e di promuovere un’unità multipolare e solidale. Ne deriva l’importanza di un umanesimo cosmopolitico basato sulla reciprocità e l’uguaglianza. Per questo la mondializzazione economica, trainata da commercio, finanza e reti digitali non può bastare; è necessaria una valorizzazione culturale, attraverso media e interculturalità, promuovendo fenomeni di cosmopolitizzazione che mirino a un’appartenenza globale di cittadini liberi ed eguali, a livello regionale, giuridico e sociale.” Leggi “Terrestri, ultima chiamata” di Ugo Morelli su doppiozero. doppiozero è i suoi lettori: senza di loro non esiste. Sostienici al link in bio! #doppiozero #libri #mondo #futuro
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24 days ago
“Il male scorre incessantemente sui nostri schermi – i cieli e i mari occupati da armi da guerra, i corpi impiccati, insanguinati, l’umanità fatta a pezzi, le case frantumate. I missili e i droni non sono sopra le nostre teste, ma la vanificazione della protezione del diritto internazionale, la visione della distruzione della vita civile contagiano la psiche – “la casa è una sostituzione del grembo materno, della prima dimora cui con ogni probabilità l’uomo non cessa di anelare, giacché in essa si sentiva al sicuro e a proprio agio” afferma Freud in Il disagio della civiltà.[…] Gli umori sono deflessi, sostanze, alcol e sesso sono i beni rifugio, si naviga a vista in un paesaggio dove l’atmosferico appare spento. Il potere della distruzione slatentizza i malesseri, l’aggressività verso l’altro e verso sé stessi è un espediente per controllare un senso pervasivo di incertezza e la paura della paura. Si affida al rituale ossessivo il bisogno di stabilità, di un senso che sfugge. La depressione, difficile negarlo, è la forma individuale di un malessere collettivo e culturale. Non è facile uscire dai vissuti di impotenza, passare dalla sensazione di essere solo dei riceventi, destinatari passivi di quanto ci sovrasta, in balia della confusione e dell’imprevedibile, al pensarsi soggetti attivi desiderosi di vitalità. Ma se la sofferenza giovanile è il sintomo della nostra epoca, come il sintomo isterico parlava della Vienna di Freud, è la protesta generazionale – il risultato del no, le piazze No Kings –, che rimette in scena la possibilità di un cambiamento che non si arrende alla decadenza dello status quo e alla disillusione dei baby boomer.” Leggi “Dolore e bellezza” di Nicole Janigro su doppiozero. doppiozero è i suoi lettori: senza di loro non esiste. Sostienici al link in bio!
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27 days ago
“D :Umberto Eco paragonava il libro di carta alla forbice: un’invenzione perfetta e insostituibile. Condivide questa visione di fronte all’avanzata del digitale? R: L’esperienza ci ha confermato che l’e-book non ha soppiantato quello che considero il “vero” libro. C’è una verità innegabile in quella battuta secondo cui nessuno regalerebbe mai un file a sua madre per Natale: il libro reclama la sua fisicità. Persino i più giovani sembrano riscoprire il fascino del tascabile, segno che l’oggetto cartaceo non è affatto al tramonto. Oltre alla lettura, i libri possiedono una funzione quasi architettonica: essi arredano una stanza perché, prima di tutto, sono la testimonianza visibile dell’arredamento della mente di chi li ha scelti. Il libro di carta resta un presidio essenziale, un’estensione tangibile del nostro pensiero che nessuna tecnologia può davvero rimpiazzare.” Leggi “Jonathan Galassi: l’alchimia dell’editoria” di Piero Salabè su doppiozero. La primavera è nell’aria: aiutaci a far fiorire anche questo spazio. Trovi il link in bio! #doppiozero #libri #editoria #intervista
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1 month ago